velo
Perché polacracking?

Passeggiando per le strade di Padova, luci, ombre, ma soprattutto colori mi hanno preso per mano, facendomi compagnia nelle fredde giornate invernali, mostrandomi come a volte l'immagine possa incrinarsi, creparsi, esplodere, cadere in frantumi o accartocciarsi sotto la loro forza prepotente.

pola come Polaroid: tutte le foto hanno come punto di partenza un fotogramma di pellicola istantanea, l'unico mezzo che mi permetta un approccio così diretto e radicale all'immagine fotografica.

cracking come “rottura”, ma anche un chiaro riferimento al mondo dell'informatica: l'elaborazione elettronica è di supporto all'immagine chimica e la completa in modo irrinunciabile. Come il percorso proposto in questa esposizione, anche le immagini stesse sono testimoni di un viaggio che parte dalla realtà fisica, passa per il virtuale e torna nuovamente ad immergersi nel reale.
inizio mostra virtuale
Interventi critici: Maria Palladino Carla d'Aquino