Perché polacracking?
Passeggiando per le strade di Padova, luci, ombre, ma soprattutto
colori mi hanno preso per mano, facendomi compagnia nelle fredde
giornate invernali, mostrandomi come a volte l'immagine possa
incrinarsi, creparsi, esplodere, cadere in frantumi o accartocciarsi
sotto la loro forza prepotente.
pola
come Polaroid: tutte le foto hanno come punto di partenza un fotogramma
di pellicola istantanea, l'unico mezzo che mi permetta un approccio
così diretto e radicale all'immagine fotografica.
cracking
come “rottura”, ma anche un chiaro riferimento al mondo
dell'informatica: l'elaborazione elettronica è di supporto all'immagine
chimica e la completa in modo irrinunciabile. Come il percorso proposto
in questa esposizione, anche le immagini stesse sono testimoni di un
viaggio che parte dalla realtà fisica, passa per il virtuale e torna
nuovamente ad immergersi nel reale.
